SCIALPI ha fatto anche cose buone: la mia recensione di ROCKING ROLLING
Dopo tanto, tantissimo tempo, ho riascoltato "Rocking Rolling" di Scialpi, un brano che si inserisce perfettamente nel filone dell'Italo-disco e del synth-pop dei primi anni '80, caratterizzato da un arrangiamento elettronico dominato da sintetizzatori taglienti e una drum machine dal beat incalzante e rigoroso. Dal punto di vista strutturale e testuale, la canzone costruisce la sua tensione narrativa su strofe che descrivono un panorama di alienazione urbana e paralisi socioculturale, evidenziato da liriche che descrivono individui "rinchiusi in un metrò" in una metropoli sotterranea in cui "non ci sono show" e "non si balla più". Questa costruzione quasi claustrofobica nelle frequenze medie e nell'intenzione vocale viene risolta tecnicamente ed emotivamente nel ritornello esplosivo, dove la ripetizione ostinata del pattern "rocking rolling" funge da mantra ritmico e inno di resilienza. L'uso reiterato dei cori e la stratificazione armonica sul ritornello amplificano la dinamica del brano, trasmettendo l'idea di una sopravvivenza collettiva ottenuta "con la musica" per difendersi e contrastare "il silenzio che c'è". È particolarmente rilevante dal punto di vista storico e discografico l'inserto voice-over in lingua tedesca presente all'interno di questo specifico ascolto, che promuove l'artista come scoperta televisiva dell'anno ("TV-Entdeckung des Jahres") e annuncia la première del singolo al noto programma musicale "Musikladen"; questo dettaglio rivela la chiara operazione di marketing internazionale mirata ai mercati nordeuropei, all'epoca estremamente ricettivi verso l'esportazione delle produzioni elettroniche italiane.
Nel complesso, il mixaggio bilancia sapientemente le frequenze basse pulsanti tipiche della musica da club con linee melodiche vocali prettamente pop, creando un prodotto crossover che unisce in modo efficace la tensione del testo a una risoluzione ritmica propulsiva ed estremamente energica.
Il verdetto finale è senz'altro positivo, niente a che vedere con la "monnezza" che chiamano pop oggi.
Alessio Miglietta
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